Ricetta Sagra del pane cunzato - Caccamo (PA)
Sagra del pane cunzato - Caccamo (PA)


Filoncini, pagnotte, ciabatte, muffolette, pane caldo appena sfornato di tutte le forme e dimensioni, appositamente disposto su rustici taglieri e grandi vassoi di legno che si estendono per lunghe tavolate in mezzo alla piazza centrale del paese.
I filoni sgocciolanti di olio extra vergine di oliva condito con sale pepe e origano, le muffolette  traboccanti di ricotta ancora tiepida, le ciabatte ripiene di acciughe sott’olio e così via.
In uno stand vicino c’è persino un mix di formaggi locali in vendita con possibilità di degustazione, in particolare per quel che riguarda le accoppiate più originali: primosale al pistacchio, alle mandorle, alle olive, etc…
In un altro tavolo ancora acqua e vino in abbondanza per dissetare i forestieri giunti in occasione dell’evento enogastronomico.
Questa nel mio immaginario sarebbe dovuta essere la prima edizione della “sagra del pane cunzato”, svoltasi domenica 28 ottobre nel paese di Caccamo, in provincia di Palermo.
Per coloro i quali non hanno mai sentito l’espressione “pane cunzato” questa indica il pane, un qualsiasi pezzo di pane, solitamente quello rustico, ripieno dei condimenti più svariati, a cominciare dal semplice sale e olio a finire alla ricotta o al primo sale, passando per il pomodoro fresco e le acciughe, le olive, ecc...
In realtà il tanto atteso evento offriva un unico stand in cui si ricevevano tre diversi pezzi di pane: una fetta di pane e olio, una fetta di pane e pomodoro a pezzetti non condito, e un triangolo di ciabatta che doveva essere ripiena di ricotta, ma per quanto la si cercasse risultava sempre minore del pepe nero che la avvolgeva. Il tutto servito su piatti di carta, per la modica cifra di 2 euro, che comprendevano anche un bel bicchiere di vino rosso, non sostituibile però con altra bevanda. Gli astemi insomma pagavano l’acqua e le altre bibite a parte.
Inoltre ciò che ci ha lasciato un po’ perplessi è stata la disorganizzazione complessiva dell’evento: botteghe e negozi chiusi, e persino il famosissimo castello medievale non visitabile nelle ore del pranzo.
Inutile sottolineare la delusione nello scoprire che la sagra così come l’avevamo immaginata noi di buoneforchette.com non esisteva. Essendo però questa la prima edizione la clemenza è d’obbligo.
Ci auguriamo che negli anni a venire si possa riparlare e scrivere di tale evento con parole di maggior apprezzamento e plauso per i miglioramenti apportati.

Voto: 2

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